mercoledì 27 febbraio 2008

il tuo odore


Sotto i colpi dissennati di dinosauri d'acciaio e sangue,la mia realtà muta,si trasforma,anche la tua immagine,frammista ai detriti che si accumulano sotto i miei occhi,solo lo spazio attorno a me conserva ancora l'impronta della tua fisicità.Assenza di te,occhi di liquido metallo,assenza del tuo corpo scolpito nella roccia del mio desiderio,con la testa appoggiata sul tuo ventre,respiravo avido l'odore salmastro del tuo sesso,mentre con le dita giocavo coll'ombra remota del pube.La tua voce risuona tra il rumore degli orribili mostri di squillante metallo e il pianto della natura violentata,la tua voce,musica lontana del ricordo,tenera carezza,bacio,abbraccio,dove sei? A chi i tuoi sguardi danno brividi lungo la schiena,chi,la testa appoggiata sopra il tuo addome, odora,avido, l'aroma del tuo sesso?
Aspetto la notte e i suoi freschi lavacri,con lei il ricordo si farà più dolce e minore lo strazio dell'assenza,aspetto la notte che mi sussurri dolci storie,sì che chiudendo gli occhi,io ti sogni.

martedì 19 febbraio 2008

lettera ad un amico triste




  1. Amico mio,conoscendo l'insoddisfazione e la tristezza,che in questo periodo,affliggono la tua vita,per distrarti un pò,ho pensato di parlarti di una specie di "Mondo parallelo"nel quale,io di tanto in tanto mi rifugio e dove,adesso,sono.Prima di ogni altra cosa devo dirti come ci sono entrato,o meglio,come ogni volta che lo desidero,riesco a entrarci;sappi dunque,che esiste un varco,attraverso il quale universi differenti comunicano.Il passaggio è situato in un luogo,se così si può chiamare,posto in quella zona indefinita,che si estende tra il sonno e la veglia;tra questi due termini vi è uno spazio,che se pure privo di ogni dimenzione,è ben circoscritto,qui si apre il varco,o per meglio dire,qui mi è apparso.
    Il luogo da cui ti scrivo,è una zona di questo mondo strano e nascosto:adesso,io mi trovo comodamente sdraiato sopra una superfice smeraldina,che ha la consistenza e la vaga somiglianza di un prato,qua e là,da questa distesa escono piccolissimi getti di materia luminescente e colorata,che creano forme aureolate e frastagliate,che fanno pensare a strani fiori cristallini.
    Tutto attorno a me,vedo alberi giganteschi,o almeno così mi piace definire queste altissime colonne lisce,di un rosa opalescente,che innalzano,verso un cielo d'oro brunito,grandi ventagli cremisi,che una brezza gentile,fa oscillare dolcemente.La brezza si diffonde attorno,proveniente da una direzione indefinita,o meglio circolare,che qui,sud e nord sono la medesima cosa,e per quanto riguarda glia altri due punti cardinali,la cosa non cambia.
    Una luce strana,mai vista prima,permea ogni cosa e d'ogni cosa diviene sostanza;questa luminosità è qualcosa di sottile e di estremamente plastico,che può assumere ogni forma.La sottigliezza e plasticità di questa sostanza è tale e così speciale è la sua natura,che suppongo che tutto ciò che mi circonda,non sia altro che il risultato dell'azione del mio pensiero sulla medesima sostanza;in una parola,io vedo ciò che il mio pensiero,o il mio desiderio,forgiano con la sostanza luminosa stessa.
    Non so da quanto tempo io mi trovi qui,né da quanto tempo io ti stia scricendo,come puoi ben capire,il tempo qui non scorre,ma tutto avviene in un eterno presente,qui un'azione avviene per sempre e,allo stesso tempo,non avviene mai,ammesso che in questo luogo,mai e sempre,possano avere un significato;io ti sto scrivendo e,nell'istante stesso,la mia azione si stemporalizza,così che io,ti scriverò anche quando avrò terminato di scriverti e nello stesso tempo,non ti avrò scritto mai.
    Spero,per quanto possibile,di riuscire a farti capire,anche se ti confesso,non credo di essere all'altezza del compito.
    nel mentre io qui,ti scrivo e non ti scrivo,o forse ti nonscrivo scrivendoti,mi guardo attorno e su,o forse giù non so,comunque sullo sfondo di quella vertigine dorata,che ho definito cielo,volano,fluttuano,galleggiano, creature dai colori inimmaginabili e dalle forme più insolite,aggraziate e leggere,che mai si siano viste e,da loro esce un suono melodioso,come un canto di fluttuante armonia,come una vibrazione di farfalle che commuove lo spazio circostante,non chiedermi cosa significhi tutto questo,non lo so,ma così lo percepisco..........

P.S. Perché ripubblicare ancora questa lettera? Perché,anche se l'amico a cui fu destinata un tempo,forse non è più triste,stamani quella tristezza è mia.

martedì 5 febbraio 2008

Vuoto a perdere

La mia vita,giù ai miei piedi,accartocciata,gualcita,stropicciata,come un vuoto a perdere,abbandonata sul paviimento,povero cane fedele dimenticato nel trasloco di una casa.Anche stanotte la luna è venuta a illuminare l'orto,a far brillare l'umile pomodoro e la sublime rosa,quanta democrazia stanotte,perfida faccia pallida.Quante miei notti hai illuminato,quelle girovaghe,inquiete della giovinezza,quelle solitarie e quelle fatte di risate e pianto,eih vecchia guardona,sei ancora lassù? Illumini anche il vuoto a perdere della mia vita che avanza,nell'attesa di un'alba,o di chissà che.
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