lunedì 4 novembre 2013

Dov'è la notte?


Dov'è la notte?

dove i suoi teatri di silenzio?

Forse l'ha ingoiata la luna

che ora piange.........lacrime di stelle.

Fumo e sogno,

fluttuanti teneri ricordi,

corse a perdifiato,parole e sospiri.

Notte coperta d'ombre,

sopra a me,tenera amante.

Diffondono profumo nell'aria

il gelsomino e la rosa.

collage


mercoledì 21 agosto 2013

il silenzio attonito

Il silenzio attonito
urtò contro le pietre miliari del tempo,
e fu subito domani.
Sciamarono i ragazzi dalle loro camere sonore,
e ogni ragione s'infranse
nel frastuono delle loro risate.


domenica 11 agosto 2013

domenica 28 luglio 2013

lunedì 1 luglio 2013

Costantino Kavafis

 La scoperta di Kavafis,della sua poesia di emozioni,di passioni,non può avvenire per caso.
Arriva dopo un incontro,dopo che  un turbamento dei sensi è avvenuto,alla fine questo nome come un sussurro,quasi una ricompensa,un dono. Un bacio di arrivederci.

lunedì 29 aprile 2013

Profumo



Dov'è la notte?

dove i suoi teatri di silenzio?

Forse l'ha ingoiata la luna

che ora piange.........lacrime di stelle.

Fumo e sogno,

fluttuanti teneri ricordi,

corse a perdifiato,parole e sospiri.

Notte coperta d'ombre,

sopra a me,tenera amante.

Diffondono profumo nell'aria

il gelsomino e la rosa.

sabato 27 aprile 2013

Lettera a un amico triste


Amico mio,conoscendo l'insoddisfazione e la tristezza,che in questo periodo,affliggono la tua vita,per distrarti un pò,ho pensato di parlarti di una specie di "Mondo parallelo"nel quale,io di tanto in tanto mi rifugio e dove,adesso,sono.
Prima di ogni altra cosa devo dirti come ci sono entrato,o meglio,come ogni volta che lo desidero,riesco a entrarci;sappi dunque,che esiste un varco,attraverso il quale universi differenti comunicano.Il passaggio è situato in un luogo,se così si può chiamare,posto in quella zona indefinita,che si estende tra il sonno e la veglia;tra questi due termini vi è uno spazio,che se pure privo di ogni dimenzione,è ben circoscritto,qui si apre il varco,o per meglio dire,qui mi è apparso.

Il luogo da cui ti scrivo,è una zona di questo mondo strano e nascosto:adesso,io mi trovo comodamente sdraiato sopra una superfice smeraldina,che ha la consistenza e la vaga somiglianza di un prato,qua e là,da questa distesa escono piccolissimi getti di materia luminescente e colorata,che creano forme aureolate e frastagliate,che fanno pensare a strani fiori cristallini.
Tutto attorno a me,vedo alberi giganteschi,o almeno così mi piace definire queste altissime colonne lisce,di un rosa opalescente,che innalzano,verso un cielo d'oro brunito,immani ventagli cremisi,che una brezza gentile,fa oscillare dolcemente.La brezza si diffonde attorno,proveniente da una direzione indefinita,o meglio circolare,che qui,sud e nord sono la medesima cosa,e per quanto riguarda glia altri due punti cardinali,la cosa non cambia.
Una luce strana,mai vista prima,permea ogni cosa e d'ogni cosa diviene sostanza;questa luminosità è qualcosa di sottile e di estremamente plastico,che può assumere ogni forma.La sottigliezza e plasticità di questa sostanza è tale e così speciale è la sua natura,che suppongo che tutto ciò che mi circonda,non sia altro che il risultato dell'azione del mio pensiero sulla medesima sostanza;in una parola,io vedo ciò che il mio pensiero,o il mio desiderio,forgiano con la sostanza luminosa stessa.
Non so da quanto tempo io mi trovi qui,né da quanto tempo io ti stia scricendo,come puoi ben capire,il tempo qui non scorre,ma tutto avviene in un eterno presente,qui un'azione avviene per sempre e,allo stesso tempo,non avviene mai,ammesso che in questo luogo,mai e sempre,possano avere un significato;io ti sto scrivendo e,nell'istante stesso,la mia azione si stemporalizza,così che io,ti scriverò anche quando avrò terminato di scriverti e nello stesso tempo,non ti avrò mai scritto.
Spero,per quanto possibile,di riuscire a farti capire,anche se ti confesso,non credo di essere all'altezza del compito.
nel mentre io qui,ti scrivo e non ti scrivo,o forse ti nonscrivo scrivendoti,mi guardo attorno e su,o forse giù non so,comunque sullo sfondo di quella vertigine dorata,che ho definito cielo,volano,fluttuano,galleggiano creature dai colori inimmaginabili e dalle forme più insolite,aggraziate e leggere,che mai si siano viste e,da loro esce un suono melodioso,come un canto di fluttuante armonia,come una vibrazione di farfalle che commuove lo spazio circostante,non chiedermi cosa significhi tutto questo,non lo so,ma così lo percepisco..........


non riflessione


Oggi non ho nessuna voglia di riflettere,vorrei riflettermi io sopra la superfice mobile di un fiume,sopra la lastra traslucida di un vecchio specchio,indagarmi attentamente,spiare tutti i moti inconsulti del mio volto,del mio corpo.Magari mi piacerebbe spogliarmi e così,nudo,vedermi riflesso,mentre io non rifletto.



lunedì 22 aprile 2013

Un pakiderma,due pakidermi.....tre pakidermi

Sciarada


Un pakiderma,due pakidermi.....tre pakidermi,sopra il vecchio divano blu.

Tre pakidermi,
che sembravano inermi,
sopra il divano blu,
cantavano allegri a Timboktu.
Due pakidermi
non erano inermi.
Ma il terzo ke farà?
sta disteso sul sofà.

Tre pakidermi giocavano alla guerra,
 sul sofà,oppure giù per terra.
Ora ridendo,oppure saltando.
Tacciono,saltano su
e poi ridendo eccoli giù.
Ma che bella la guerra
dei tre pakidermi
che non erano inermi.

venerdì 22 febbraio 2013

HOWL


Allen Ginsberg

I saw the best minds of my  generation destroyed by
madness,starving hysterical naked,
............................................................................

Ginsberg dovevo leggerlo a vent'anni,quando avevo
tempo per impazzire,o per scegliere
di andare via.

Leggerlo oggi a settant'anni,
oggi,che non ho il tempo né d'impazzire,
né di andare lontano,
è come se,soffrendo di vertigini,
mi trovassi in bilico sul cornicione
al trentesimo piano di un grattacielo
guardando giù verso l'abisso.
Oggi mi resta solo il rimpianto
e la paura castrante del volo.

La mia vita
attraverso ideologiche biblioteche
volando attraverso libri di desideri
 soffocati tra pagina & pagina..
Paura di volare
impazzire 
senza andare via
io qui dopo. 
Dopo un lungo,
lunghissimo volo raso terra.

domenica 3 febbraio 2013

angelo bambino

Resti d'una vita,

plastica e lluci al neon,

colori acidi

suscitano scintille

d'asfalto bagnato.

Un gatto bianco e rosso

scava la sua vita,

io,la mia

la cerco nelle tasche.

Sotto un cielo

basso,pesante

cielo di ferraglia,

giaccio,

ricordo inutile.Piovono scintille elettriche da vecchi lampioni arruginiti,i miei occhi le riflettono e proiettano lontano;un passo dopo l'altro sull'asfalto lucido d'insegne colorate e il cuore si gonfia come una spugna e gocciala lacrime di vita.

Sotto la vecchia tettoia di bandone

grigia,

tra bidoni di lamiera.

due occhi accoccolati

d'angelo bambino.



martedì 15 gennaio 2013

Budda etilico










Sopra un vecchio tavolo di legno con una gamba rotta,vive un essere saggio.Vive di insulti,elemosine e di tanto,tanto coraggio.Ogni sera vado a trovarlo,per un bicchiere di vino,talvolta una birra,mi racconta la sua vita,ogni sera la stessa storia,ma con qualche variante,qualcosa manca,qualcosa s'aggiunge,così è la vita,Mi servo di lui anche come deposito dei miei ricordi,gli narro cose mie che temo di dimenticare,lui le immagazzina nella sua memoria e quando ne avrò bisogno saprò dove trovarle,pagando il solito modico prezzo d'una bevuta in compagnia,ritorno in possesso della mia memoria,lucida e fresca come se gli episodi stessero accadendo al momento.Giorni fà mi ha presentato un nuovo amico,un ragnetto nero che ha fatto la tela dentro il suo vecchio cappello,mi ha parlato di lui,delle sue acrobazie,della sua abilità costruttiva e era decisamente orgoglioso dell'amico,gli ho chiesto come farà col cappello,lui mi ha detto che ormai è diventato la casa dell'amico e lui non si mette in testa le case altrui,ci siamo fatti una gran risata e una gran bevuta di birra.Durante il giorno se ne sta seduto a gambe incrociate sul vecchio tavolo zoppo,ieratico e composto come uno scalcinato Budda dei bassifondi,di notte,con il suo amico,si rifugia sotto il tavolo,dove lo visitano i soliti sogni etilici che lo perseguitano da tempo,forse causati,oltre che dalle troppe bevute,da un eccesso di memoria non sua.Di tanto in tanto,la notte,gli fa visita anche la sua amica Pamela,ma questa è un'altra storia,che racconterò un'altra volta.