domenica 3 febbraio 2013

angelo bambino

Resti d'una vita,

plastica e lluci al neon,

colori acidi

suscitano scintille

d'asfalto bagnato.

Un gatto bianco e rosso

scava la sua vita,

io,la mia

la cerco nelle tasche.

Sotto un cielo

basso,pesante

cielo di ferraglia,

giaccio,

ricordo inutile.Piovono scintille elettriche da vecchi lampioni arruginiti,i miei occhi le riflettono e proiettano lontano;un passo dopo l'altro sull'asfalto lucido d'insegne colorate e il cuore si gonfia come una spugna e gocciala lacrime di vita.

Sotto la vecchia tettoia di bandone

grigia,

tra bidoni di lamiera.

due occhi accoccolati

d'angelo bambino.



2 commenti:

DIANA. BRUNA ha detto...

Che emozione questa tua poesia, caro Giancarlo, parole che toccano in profondità come gli occhi di quell'angelo bambino.
Un abbraccio forte
Bruna

chicchina ha detto...

Ti abbraccio,Jengis,un passo dopo l'altro,vorrei camminarti accanto e
condividere quelle lacrime che inzuppano la vita.in attesa di quel sorriso d'angelo-Un abbraccio.Ci sono anche quando non posso passare.