
Il sole dei tuoi vent'anni mise in fuga l'ombra della notte e accese nei miei occhi piccole lune d'amore.
Non era amore quello che provavo,oggi lo capisco,ma un'incoercibile desiderio di te,di quelle tue carni sode,calde,splendenti della luce accecante di giovinezza.
Cantò la notte attraverso la voce del vento e di ignote creature,esultò la mia carne e tu ridevi,mostrando i tuoi piccoli denti feroci di predatore.
Ricordi d'un mondo lontano,di primavere fuggite che illuminano ancora questo inverno che non attende disgelo.