dovrei esserci io lì vicino a te e non quell'amico che appoggia la mano sulla tua spalla,io bambino che corro giù dalla scaletta di legno e mi precipito addosso a te,sicuro che non mi lascerai cadere.Questa mattina si annuncia bella,tra mare e celo biancheggia l'alba,è presto,sulla spiaggia non c'è ancora nessuno,solo il bagnino che sistema gli ombrelloni,andiamo là,dove l'acqua e la sabbia si scambiano di posto ad ogni moto delle onde,sediamoci là,da soli,cosi potremo guardarci,dammi la mano,la mano grande dove posso nascondere la mia piccina, al sicuro.Voglio toccarti il viso,con le dita indovinare i tuoi lineamenti,riconoscere un pò di me nelle tue linee,la voce,la tua voce che attraverso le orecchie mi ferisce il cuore.Oggi questa spiaggia è nostra,come un giorno di festa per noi,dai parlami di te,ma non dirmi quello che gli altri mi hanno già detto,dimmi quello che solo tu sai,quello che i tuoi pochi anni hanno visto,vissuto.Io bambino,tu guerriero con i legami spezzati,io vissuto lontano dai tuoi occhi,nell'indifferenza e nel risentimento,oggi ti ritrovo nello strazio dell'assenza.Guarda i gabbiani,senti i loro richiami sgraziati,li sentisti anche quel giorno,guardasti questo mare? Vorrei posare i miei piccoli piedi sulle tue grandi orme,cercare i luoghi che ti hanno visto,ma non con me,vorrei conoscere ciò che ti è piaciuto,per amarlo,ciò che ti è dispiaciuto,per odiarlo.
