martedì 4 marzo 2008

tristi tropici


Tra cielo e mare,sulla sabbia scottante di tristi tropici della fantasia,i corpi odorano di mare e di sole,le parole si confondono con lo stridulo richiamo d'uccelli marini;così anche noi abbiamo avuto il nostro tropico di palme,sole,mare e di noia mortale,tanta bellezza può fare male all'anima,tanta assurda,inutile bellezza,può far morire.
Appesa tra celo e mare,all'orizzonte,una vela,scivola lenta come un pensiero fastidioso,tu ti esalti per l'incanto della natura,come dici,io penso che ti esalti ancora di più per i corpi nudi,luccicante,neri,dei nativi,io mi perdo a inseguire un'unica nuvola bianca che naviga triste in questo cieolo infinitamente azzurro.
Meglio il silenzio,qui le nostre parole suonano estranee,fossimo scimmie,o pappagalli,forse avremmo qualcosa da dire,io faccio finta di distrarmi per vedere di cogliere l'attimo fuggente in cui si svela l'inganno di questa scenografia disneiana,ma sono troppo furbi per farsi cogliere in fragrante,certo no può esistere tutto questo,ogni giorno lo costruiscono per noi spettatori paganti,non può esistere tanta inutile,crudele bellezza.

1 commento:

Yolar ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.